Alessandro Giampaoli

La ricerca di Alessandro Giampaoli (Pesaro, 1972) è avventura mistico-simbolica.
Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Urbino, si perfeziona in fotografia all’Istituto Europeo di Design di Milano.
Il suo logos figurativo si è strutturato attorno ad un’unica e costante esigenza di ricerca, quella della sintesi più netta, non solo formale ma anche e soprattutto ideologica. Le sue opere vivono di una costante tensione verso l’assoluto e la dimensione spirituale.

Attraverso fotografia, video e installazione Giampaoli crea situazioni immersive, con una struttura narrativa, spesso dialogica. La tradizione figurativa del passato viene vivificata nella rappresentazione essenziale di simboli e archetipi, pilastri di un’architettura visiva unitaria e onnicomprensiva, multiculturale ed inclusiva.

Il suo lavoro ha avuto riconoscimenti internazionali in importanti contest come Prix de la Photographie Paris (2009), Black and White Spider Awards (2009, 2010), London International Creative Competition (2013) e dal 2000 è stato esposto in mostre e fiere d’arte in Italia e all’estero: si ricordano Photo ltd Torino (2009), KunstArt Bolzano (2010), Lucca Digital Photo Fest (2010), Madrid Foto (2011), Padiglione Italia 54ª Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia (2011), Shanghai Contemporary Art Fair (2011), Photo Vernissage St. Petersburg (2011), L’impénétrable simplicité de ce qui est (Paris, 2015-2016), Punctum (Roma, 2017), Symbolum (Genga, 2018).

Nel 2014 vince la 64ª edizione della Rassegna Internazionale D’Arte/Premio “G.B. Salvi” di Sassoferrato. Nel 2017 la sua opera “La Stagione del Silenzio” viene utilizzata per l’immagine della 13ª edizione di TEATROLTRE, la rassegna di teatro sperimentale dell’AMAT (Associazione Marchigiana Attività Teatrali). Sue opere sono incluse in collezioni pubbliche e private.

L’operare di Giampaoli ha una poeticità che risuona di misticismo orientale, in cui l’idea di vuoto è sinonimo di infinita ricchezza di possibilità, di massima apertura e libertà: le figure si innestano nello spazio pur cercando di evaderlo; così la fotografia si espande all’infinito continuando oltre i margini dell’opera.

L’artista si trasforma in abile alchimista della luce per esaltare il “vacui”, quale strumento prezioso di crescita culturale; quel “vacui” privo ancora di identità che invita l’osservatore a ipotizzare, creare, ragionare per riconquistare quella corrispondenza perduta tra Vita ed Essenza. Il “vuoto” diventa così un valore estetico che si palesa nell’idea di una Bellezza dinamica perché in costante divenire, come la Natura.

 

Le opere

Ero un paesaggio dispiegato al vento a riparare gli occhi dal rumore
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Incontro al mattino
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Illuminammo il buio con un respiro puro
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Il beato giorno
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A questa fonte s’attinga libertà
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In ogni cosa viva
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Stenditi Notte
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Visione di San Giovanni
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Del vivere in eterne primavere
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Come nuvole sulla terra ci posiamo a vivere di quella leggerezza che appartiene al cielo
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Pensieri sparsi alle radici degli alberi
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Pensieri sparsi alle radici degli alberi
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Sotto il cielo delle Esperidi
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In questo respiro vivo
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I Giardini di Adone
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I Giardini di Adone
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Dove non serve ritorno
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Madre, umida terra
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