Fabrizio Berti

Fabrizio Berti (1983, Trento – TN)

Dopo gli studi presso l’Istituto d’Arte di Trento, coltiva la sua passione per la pittura all’Accademia di Belle Arti di Verona, dove si diploma.

Le sue opere, spesso ironiche ed irriverenti sono caratterizzate dalla semplificazione lineare dei personaggi che si trasformano in icone e simboli. L’utilizzo di colori vivaci stesi senza sfumature ma con campiture piatte, delimitate da uno spesso contorno nero come fosse un tratto grafico, richiama molto la corrente artistica della Pop Art, che unita ad un’altra sua grande passione per i fumetti crea una pittura unica nel suo genere, apprezzata da molti con l’inserimento di quadri in importanti collezioni private, criticata da altri dove in alcuni casi i suoi lavori sono stati oggetto di censura.

I suoi primi lavori sono caratterizzati da degli omini stilizzati che si trovano in situazioni tragico/comiche, e lottano contro la morte in situazioni paradossali, spesso inseguiti da delle bocche che simboleggiano un sogno ricorrente dell’artista. Altre curiose ricorrenze che si ritrovano nei suoi primi lavori sono i personaggi dell’impiccato e quello del cercatore/esploratore.

L’evoluzione del suo percorso artistico è la stilizzazione di personaggi storici e popolari che hanno sempre lo stesso “scheletro” (testa formata da un cerchio, occhi realizzati con due punti neri, enorme naso ovalizzato e corpo filiforme). Il soggetto ritratto è riconoscibile per la meticolosa riproduzione di elementi caratterizzanti e simboli identificativi (capelli/barba/baffi, vestito/divisa/uniforme, gioielli/medaglie/mostrine).

Questa attenzione ai dettagli viene studiata con cura e rappresentata con perizia miniaturistica la sua “firma” artistica.

Ogni personaggio viene decontestualizzato, non è più un ritratto “realistico” ma è svuotato completamente del suo significato e della sua ideologia per essere semplificato e rielaborato in chiave ironica, trasformandolo in un’icona storica, una “tag” moderna, un simbolo di se stesso.

Il tratto distintivo dei suoi personaggi: lo stesso naso, come fosse un “autografo”, la bocca non viene nemmeno accennata. Nei primi lavori invece veniva spesso inserita simboleggiando gli incubi, ossessioni e paure che essa gli trasmette perseguitandolo.

Vive e lavora a Torcegno (TN).

ESPOSIZONI

2006

“La notte è bianca”. Palazzo Fogazzaro, Schio (VI).

“Opere finaliste Premio Celeste 2006”. Museo Marino Marini, Firenze.

“Ambaradan 2. Tra arte e non-arte”. Villa Velo Valmarana, Velo d’Astico (VI), Galleria Loft Arte, Valdagno (VI).

“Memories 2”. Teatro  Nuovo, Verona.

2007

“Ambaradan 3. Tra arte e non-arte”. Villa Velo Valmarana, Velo d’Astico (VI), Galleria Loft Arte, Valdagno (VI).

2008

“Destra e Sinistra”. Personale a cura di Luciano Lora, Galleria Loft Arte, Valdagno (VI).

“Korrespondenz”. Nikolaikirche, Freiberg, Germania.

2009

“D’io, i volti”. Galleria Civica d’Arte Moderna, Villa Valle, Valdagno (VI).

2010

“Ambaradan 4. Tra arte e non-arte”. Villa privata, Muzzolon, Cornedo Vicentino (VI).

2011

“Gioventù e Contemporaneità”. Arsenale, Verona.

2012

“Pop Dittatori. Ma cos’è la Destra, cos’è la Sinistra”. Personale a cura di Aurora Minati, Antica Pieve SS. Giacomo e Cristoforo, Grigno (TN).

“L’arte fa crescere. Filo rosso… il vino”. Galleria Bianca, Gallerie di Piedicastello, Trento.

2013

“In risonanza. Istantanee di creatività nel cervello”. Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto.

“Paura Piacere Potere”. Personale a cura di Aurora Minati, Spazio Klien, Borgo Valsugana (TN).

“Artefatto 2013. Soft Power.” Palazzo Costanzi, Trieste.

“Il limite. A un passo da o un passo oltre”. Bookique – Caffè Letterario Predara, Trento.

2014

“Ri-tratti”. Personale a cura di Paolo Meneguz, Palazzo Someda, Transacqua (TN).

“Yes, Sir”. Personale a cura di Davide Filippi, Opificio delle Idee, Trambileno (TN).

2015

“Green Call”. Erlebnis Kranzelhof, Cermes (BZ).

“Human Rights”. Fondazione Opera Campana dei Caduti, Rovereto.

“La verità della storia”. Personale a cura di Massimiliano Gianotti, Weight Station for Culture, Bolzano.

2016

“Grandi condottieri e piccoli esploratori”. Personale a cura di Emanuela Taglietti, Galleria Samonà, Padova.

“Cromatiche vibrazioni”. Personale a cura di Andrea Gorgato, Galleria Comunale di Arte Contemporanea “Ai Molini”, Portogruaro.

“Diversity”. Fondazione Opera Campana dei Caduti, Rovereto.

“Biblioè”. Personale a cura del Sistema Bibliotecario del Trentino, Palazzo delle Albere, Trento.

“Historical Tag”. Personale a cura di Renata Lucin, Palazzo della Regione, Trento.

“5 X Aldo”. Studio Arkema, Portogruaro.

2017

“Uccidere Pasolini”. Associazione Galgarte, Bergamo.

“Ritr’Attrazioni”. Personale a cura di Mara Pasetti, Galleria 1 Stile, Mantova.

2018

“3+10 Prize”. Associazione Culturale Internazionale Atelier 3 + 10, Mestre (VE).

“Icon”. Personale a cura di Matteo Chincarini, Art Luxury Gallery, Milano

“Face(&)Book. 100 profili di Fabrizio Berti”. Personale a cura di Aurora Minati, Spazio Klien e Palazzo Ceschi, Borgo Valsugana (TN).

2019

“One year opening”. A cura di Andrea Gorgato e Raffaele Rossi, Spazio 8a/10/12, Portogruaro.

“Contemporaneo… nella Città Ideale”. Polveriera Garzoni, Palmanova (UD)

“Hic et Nunc”. Galleria Contempo, Pergine Valsugana (TN)

“Nimium ne crede colori”. A cura di Antonella Bosio, Castello di Castellaro Lagusello, Monzambano (MN).

“Supereroi. Esercizi iconografici”. Personale a cura di Dora Bulart, Galleria Contempo, Pergine Valsugana (TN)

“Donna. Ieri, oggi, domani”. Centro Lagorai Natura, Torcegno (TN).

2020

“Assembramento positivo”. Galleria Zamagni, Rimini.

“Play Boy”. A cura di Francesco d’Andrea, Civico 7, Borgo Valsugana (TN).

“Solstizio d’estate”. Galleria Zamagni, Rimini.

“Sono ancora qua. SetUp to be continued”. Autostazione, Bologna.

2021

“Pittori di Torcegno, ieri e oggi: Chiletto, Berti, Palù”. Casa dell’Ecomuseo del Lagorai, Torcegno (TN).

2022

“Guardare con arte”. Galleria Zamagni, Rimini.

“Mostra personale di Fabrizio Berti”. Personale a cura di Alice Zannoni, Fideuram, Casalecchio di Reno (BO).

“Il mondo alla rovescia di Fabrizio Berti”. Personale a cura di Alice Zannoni, Galleria Zamagni, Rimini.

2023

“Un mondo di Supereroi. Dal mito all’uomo oggi”. Museo Civico, Asolo (TV).

 

 

 

 

Le sue opere, spesso ironiche e irriverenti, sono caratterizzate dalla semplificazione lineare dei personaggi che si trasformano in icone e simboli. L’utilizzo di colori vivaci stesi senza sfumature ma con campiture piatte, delimitate da uno spesso contorno nero come fosse un tratto grafico, richiama molto la corrente artistica della Pop Art, che unita ad un’altra sua grande passione per i fumetti crea una pittura unica nel suo genere, apprezzata da molti con l’inserimento di quadri in importanti collezioni private, criticata da altri dove in alcuni casi i suoi lavori sono stati oggetto di censura.

Le opere

La guitarra del rio (dj Thor)
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Ritratto di Madame Perrot (Tamara de Lempicka)
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Arancia Meccanica
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Girl with ball (Roy Lichtenstein)
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IT
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Marilyn Monroe orange on pink 11.22 (Andy Warhol)
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Federico da Montefeltro (Piero della Francesca)
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La morte di Marat (Jacques-Louis David)
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Jeanne Hébuterne con cappello (Amedeo Modigliani)
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Le violon d’Ingres (Man Ray)
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Dama con ermellino (Leonardo Da Vinci)
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Ragazza con l’orecchino di perla (Jan Vermeer)
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Il Bacio (Francesco Hayez)
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Arlequin et son compagnon (Pablo-Picasso)
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Canto d’amore (Giorgio De Chirico)
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Blue Nude II (Henri Matisse)
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Untitled – Cup Man (Keith Haring)
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Creazione di Adamo (Michelangelo Buonarroti)
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Squid Game. One, two, three, star
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Christ the redeemer
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The first man (but not the first) on the moon
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Meme distracted boyfriend
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Mr. Bean and the huge bean
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Bocca Playboy
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