Zino Bad Dream

Zamagni Galleria d’arte e cornici è lieta di inaugurare venerdì 14 giugno alle ore 18:30 la prima mostra della galleria dopo aver aperto i battenti ad aprile 2019 con un evento che ha messo in mostra gli artisti della scuderia e mostrato al pubblico i suoi nuovi spazi in via Dante Alighieri a Rimini.

A tenere il battesimo della galleria la mostra personale di Zino (Luigi Franchi, Teramo 1973) a cura di Alice Zannoni che trae spunto dagli appunti dell’artista per dare il titolo all’esposizione, Bad Dream, facendo rifermento a una citazione di Guy Debord tratta dal saggio “La società dello spettacolo”; dice il filosofo francese: «Lo spettacolo è il cattivo sogno della società moderna incatenata, che non esprime altro che il suo desiderio di dormire. Lo spettacolo è il guardiano di questo sonno».

Quale sia lo spettacolo e quale sia la vacuità dello show che viviamo tutti i giorni lo mostra l’artista con il nuovo ciclo di lavori che divengono un tripudio di una fantasia lisergica fatta di strisce di scotch colorato (tecnicamente Tape Art) per sovvertire il presente e destare dal sonno culturale in cui pare caduta la società. Zino si appropria del citazionismo per dar voce alla propria poetica, così che venti classici old master dell’arte – dalla Venere di Botticelli, alla Medusa, dal David di Michelangelo, al Sibilla sistina, al Marc’Aurelio, alla Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer, fino alla più recente statua della libertà, solo per nominarne alcuni – divengono emblemi di un modello cognitivo e comportamentale basato sulla finzione talmente ben strutturato che inganna anche se stesso.

Il paradosso – scrive Alice Zannoni – è che oggi si fa comunicazione della non-comunicazione e le immagini hanno preso il sopravvento determinando un valore apparentemente immenso, ma che dura appena pochi istanti, al repertorio più banale della quotidianità o, peggio ancora, banalizzando ciò che invece ha valore. Se l’assioma regge, poiché “l’essenza dell’istante è abolirsi”, abbiamo inventato una strategia per farci fuori fregiandoci della supremazia del qui e ora e ovunque, on line, on air, like, follower, star del nulla e chi più ne ha più ne metta.

Le opere di Zino con la voluta connotazione di comunicazione immediata per effetto del “già visto” non conduce a una negazione dell’arte bensì alla creazione di un antidoto di cui si può tranquillamente abusare per uscire dall’illusione di quello spettacolo che rende un po’ tutti noi assonnati.

La mostra inaugura con il patrocinio del Comune di Rimini.