Sabato 14 Febbraio 2026 dalle ore 17, Galleria Zamagni di Rimini presenta la mostra personale di Massimo Pulini, intitolata FANGO E VELLUTO, a cura di Leonardo Regano, con il patrocinio del Comune di Rimini.
L’esposizione propone un corpus di opere recenti in cui l’artista cesenate, pittore e storico dell’arte di chiara fama, mette in dialogo due materie antitetiche: il fango, elemento primordiale e segnato dalla storia recente del territorio romagnolo, e il velluto, supporto prezioso e aulico della tradizione pittorica. Questo accostamento, lontano da ogni intento puramente formale, diventa un potente atto simbolico che riflette sulle ferite del paesaggio, sulla memoria collettiva e sulla capacità della pittura di farsi strumento di riflessione sulla crisi ecologica e simbolica del nostro tempo.
Il titolo “Fango e Velluto” si riferisce concretamente alle alluvioni che hanno colpito la Romagna tra il 2023 e il 2024. L’impasto terroso, carico di storia e di accadimento, viene sollevato a materia pittorica e steso su una superficie di velluto, incarnazione di una cultura raffinata e protetta. Da questo incontro-scontro nasce un’immagine densa, che attiva una tensione narrativa tra caos e ordine, tra esterno e interno, tra l’urgenza del presente e la profondità della tradizione.
La ricerca di Pulini si articola in tre grandi cicli iconografici: la mitologia, con ninfe e divinità fluviali che incarnano forze naturali; il paesaggio dell’Appennino, reinterpretato in chiave contemporanea come teatro di forze cosmiche e di eventi catastrofici; e il tempo, indagato attraverso una serie di orologi da tavolo e opere sul tema dell’eclissi, dove la misurazione cronologica si sospende per lasciare spazio a una durata interiore e soggettiva.
La familiarità di Pulini con la pittura del Seicento si traduce in una pratica consapevole che riattiva i principi operativi del Barocco, in particolare il ruolo attivo della luce come elemento costitutivo e drammaturgico. Nel contrasto tra l’opacità assorbente del fango e la capacità riflettente del velluto, la luce diventa il luogo dove materia e superficie si rivelano, generando un’immagine che è campo di forze simboliche.
Come osserva il curatore Leonardo Regano: “L’azione di dipingere con il fango, materia originaria formatasi come accumulo di storia e memoria geologica, usando come supporto il velluto, materiale ricco ed elegante, significa collocare al centro della pittura contemporanea la crisi ecologica e simbolica del nostro tempo, costringendo lo sguardo a confrontarsi con ciò che non è più possibile separare: ovvero l’esperienza reale del territorio e la sua rappresentazione”.
La mostra “Fango e Velluto” si configura dunque come un’operazione di pensiero attraverso la materia, in cui Massimo Pulini conferma la sua vocazione a una pittura colta e sperimentale, capace di coniugare il rigore della storia dell’arte con l’immediatezza espressiva del gesto e la potenza allegorica del materiale.
La mostra, accompagnata dal catalogo, edito da NFC Edizioni e con testo critico di Leonardo Regano, sarà visitabile dal 14 febbraio al 28 marzo 2026, dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19.30. Domenica aperta su appuntamento.
